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Occhio non vede, cuore non duole: il Kenya ignora abusi ed estorsioni contro i rifugiati

Il 19 novembre 2012, dopo l’attacco ad un autobus a Eastleigh, dove 30 persone rimasero ferite e ben 7 morirono, la polizia cominciò ad aumentare sempre maggiormente i casi di abusi contro i rifugiati. La polizia del Kenya scatenò ,da quattro unità diverse, un’ondata di violenze, tra cui la tortura contro i rifugiati somali ed etiopi , i richiedenti di asilo, le ambasciate straniere, gli  alberghi turistici e i Keniani somali in Eastleigh( un sobborgo prevalentemente somalo di Nairobi solo pochi chilometri dal quartiere economico della città).

‘Lei è una prostituta e tutti i somali sono al-Shabaab e terroristi.’
Una rifugiata somala su ciò che un ufficiale di RP femminile disse poco prima che due Ufficiali uomini delle RP la violentassero il 18 gennaio in un veicolo della polizia nei pressi di Eastleigh 4th Street

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Diverse testimonianze delle vittime ribadiscono che la polizia denigrava, offendeva, maltrattava e abusava di loro e richiedeva persino ingenti somme di denaro per lasciare in libertà questi ultimi, dalla polizia stessa chiamati  “terroristi”, ricavandone un vero e proprio guadagno personale, senza alcuna motivazione di sicurezza nazionale.  Lo dimostra ciò che accadde il 13 Dicembre 2012, quando il Dipartimento degli Affari dei Rifugiati del Kenya (DRA) annunciò in un comunicato stampa che l’ondata di attacchi era atta a spostare i 55.000 rifugiati e i richiedenti di asilo da Nairobi ai campi rifugiati al di fuori della città ,vicino ai territori somali e sudanesi, ammucchiati in condizioni disumane in spazi sufficienti per meno della metà dei rifugiati ivi presenti , compiendo un’infrazione degli obblighi legali internazionali del Kenya.

Le autorità keniane precisarono che il trasferimento dei profughi nelle città verso i campi rispondeva a una serie di attacchi nei quali persone non identificate hanno lanciato granate a mano in diverse zone affollate, uccidendo e ferendo diverse persone, tra cui poliziotti e soldati.

Di fronte a questi trasferimenti forzati, i servizi offerti e gli stessi rifugi urbani sarebbero terminati immediatamente. Dopo questo annuncio , gli ufficiali di polizia continuarono lo stesso le loro irruenze e sfruttarono il trattato di trasferimento verso i campi o la deportazione in Somalia come un’ulteriore scusa per compiere estorsioni e abusi.

Organizzazioni non-governative e avvocati di profughi a Nairobi affermano che la polizia ha arbitrariamente arrestato centinaia di cittadini somali a Nairobi, la maggior parte dei quali sono stati rilasciati dopo aver pagato sostanziose tangenti; per di più ogni settimana migliaia di Somali sono stati rimpatriati, con la motivazione che essi stessi temevano grossi attacchi verso i rifugiati somali in Kenya.

L’estorsione della polizia e gli arresti arbitrari dei rifugiati non sono un fatto nuovo, neppure la discriminazione e gli abusi da parte delle forze della sicurezza keniane nei confronti dei keniani somali e dei rifugiati somali .sa

Ciò nonostante, la scala di intensità della repressione  che ne seguì a Eastleigh tra il novembre 2011 e la fine di gennaio 2013 è stata senza precedenti.

Alla fine di gennaio, i vari attacchi delle forze di sicurezza diminuirono, probabilmente perché il 23 gennaio l’ Alta Corte del Kenya stabilì che le autorità avrebbero dovuto sospendere i loro piani per trasferire i rifugiati urbani ai campi e perché le forze di sicurezza stavano cominciando a concentrarsi sulle incombenti elezioni nazionali del 4 marzo.

A metà maggio, un nuovo governo era stato stabilito e il presidente Uhuru Kenyatta aveva rilasciato un elenco di provvedimenti da prendere al Parlamento per l’approvazione.

Conclusioni

Sia Kenya che il diritto internazionale necessitano che le autorità indaghino su questi casi di tortura sospetti e che perseguano e puniscano i responsabili, tra cui diversi ufficiali comandanti che sono responsabili per la condotta dei subordinati.

C’è da sottolineare amaramente che le autorità keniane hanno completamente ignorato le richieste di commentare i soprusi e le accuse di tortura, per non parlare di indagare e di consegnare i responsabili alla giustizia. Ancor forse più grave è il fatto che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) non ha rispettato il suo ruolo come l’unica organizzazione internazionale incaricata di proteggere i rifugiati.

 

Link per approfondire:

http://www.unhcr.org/pages/49e483a16.html

http://www.urpn.org/

http://www.economist.com/blogs/baobab/2013/05/somalis-kenya

 

About Vanessa Lumini

The genius build the world, the clever turn around, and the stupid think that the world revolves around them .. Laureata e appassionata in Informatica, contabile amministrativa di professione da 5 anni, con la voglia di diffondere le mie passioni in tutte le lingue a me possibili.

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