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Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: faro di legalità nella precaria condizione dell’immigrato in Italia

Primo incontro del progetto “La dignità della persona come valore per la giustizia europea

L’incontro del 12 Giugno 2013 vuole essere la prima tappa di un lungo cammino che ci porterà, per circa un anno, a confrontarci e a toccare da vicino quei principi e quei valori che caratterizzano uno “spirito europeo” e fondano quella idea di “Europa dei Diritti” che, nonostante la profonda crisi economica e politica che stiamo attualmente vivendo, è saldamente retta da due pilastri normativi imprescindibili: La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.

Locandina Primo IncontroLa tematica che abbiamo voluto porre al centro del nostro evento è quella della condizione dell’immigrato in Italia. Una condizione, che non riempie le pagine dei giornali se non per eventi di cronaca nera, invisibile agli occhi di molti, ma che sicuramente divide l’opinione pubblica e ci coinvolgere tutti direttamente.

Infatti  il nostro paese, anche per sua posizione strategica a livello geografico, è sempre stato al centro dei principali flussi migratori che hanno interessato il cuore del Mar Mediterraneo; dal famoso sbarco della nave Vlora, che conteneva circa 20.000 migranti albanesi, ai più recenti sbarchi sull’isola di Lampedusa da parte di migranti nord africani, l’Italia – e aggiungerei anche la legislazione italiana sull’immigrazione – si è più volte dimostrata non in grado di far fronte a questi flussi migratori e di garantire i basilari diritti di queste persone.

L’immigrato, a causa della sua situazione di debolezza e di bisogno, subisce quello che potremmo chiamare l’assottigliamento ovvero la perdita dei propri diritti fondamentali, palesemente calpestati da uno Stato incapace o disinteressato dall’affrontare tale problema. Dinanzi a questo dato la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e, in particolare, la tutela giurisdizionale prestata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (che veglia sull’osservanza della Convenzione da parte degli stati) sono uno strumento essenziale per far luce sulle condizioni disumane e degradanti in cui sono relegati gli immigrati e sulle continue violazioni di diritti umani, a cui sono soggetti.

Intorno a questa tematica, e non solo, discuteremo con il Prof. Cesare Pitea, docente di Diritto Internazionale presso l’Università di Parma, e il Prof. Luca Masera, docente di Diritto Penale presso l’Università di Brescia, i quali , oltre ad essere altamente preparati in materia di immigrazione e diritti umani, ci lasceranno una preziosa testimonianza sul tema.

Contatti

Responsabile dell’evento: Roberto Federico Proto
Email:[email protected]

Per ulteriori informazioni sul progetto e sulle ultime news:   Sito –  Facebook

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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