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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 28/05/2013

Corte Europea dei diritti dell'uomo 8 (Corte EDU)

28/05/2013 – Quest’oggi la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è arrivata in decisione in 14 diversi casi: per ciascuno, ha accertato violazioni dei diritti fondamentali della persona ad opera delle diverse realtà statuali. Condannate Bulgaria, Polonia, Ungheria, Turchia, Lettonia, Serbia e Moldavia.

La Corte di Strasburgo è intervenuta anche in un caso estremamente spinoso di la violenza sulle donne, perpetrata dal marito all’interno delle mura domestiche, e per di più in presenza delle figlie della coppia.

La storia è delle più comuni: lui è un ufficiale di polizia di vecchio stampo e di modi poco lusinghieri: alla nascita della loro seconda figlia, incomincia ad alzare il gomito, e torna a casa, in svariate occasioni, ubriaco d aggressivo. Allora si consumano le violenze, più e più volte: lui la picchia, causandole ematomi sul collo e sulla clavicola, la strangola, privandola della voce per quasi due giorni, e la percuote e strattona perché rispetti la sua autorità; ma vi sono anche aggressioni verbali: non risparmia insulti ingiuriosi e minacce, a lei e ai suoi parenti. E coinvolge anche le piccole: la sign. Eremia lo sorprenderà in diverse occasione mentre va in escandescenze con le figlie, riservando loro un trattamento – soltanto verbale, per fortuna – non migliore di quello conosciuto dalla moglie. Nonostante la pratica di divorzio e l’ordinanza restrittiva, l’uomo non cessa di irrompere violentemente nella vita di queste persone: nuove violenze e nuovi traumi. E la giustizia moldava? Interviene tardivamente e in maniera poco convinta: contro l’uomo di casa verrà applicata, come prima sanzione perché cessi il suo comportamento, una ammenda di 200 lei moldavi, cioè 12 euro e 50 centesimi, che di dissuasivo hanno ben poco..

Il verdetto nel caso Eremia and Others v. the Republic of Moldova è stato unanime: Mariana Eremia e le sue due figlie, Lilia e Doina, hanno subito violenze inammissibili da parte dell’uomo di casa, realizzandosi così la violazione: per la madre, maltrattata fisicamente e psicologicamente, dell’articolo 3 CEDU – trattamenti inumani e degradanti; per le figlie, che impotenti hanno assistito alle violenze domestiche e vissuto sulla loro pelle quel clima di terrore, dell’articolo 8 CEDU  - Diritto al rispetto della vita privata e familiare; di tutte queste violazioni deve oggi rispondere Stato moldavo, che non ha risposto alla loro richiesta di aiuto e protezione; anzi, è divenuto complice di queste prevaricazioni, prima ignorando le segnalazioni della moglie, e poi intervenendo in maniera debole e inefficace quasi a giustificare quelle stesse violenze nella logica dei poteri del pater familias. Il giudice europeo non ha potuto non prendere le distanze: per questo, commina anche le condanna per violazione dell’articolo 14 CEDU – divieto di discriminazione.

La Corte ha deciso inoltre di approfondire – da un punto di vista giuridico – il problema della violenza sulle donne, pubblicando una raccolta delle sue pronunce più importanti in materia.

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Nedelcheva and Others v. Bulgaria5516/053Kera Nedelcheva, Geno Dzhingov, Minka Halvadzhieva, Frosina Gineva, Magda Despotova, Raycho Kostov, Ginka Georgieva e Todorka Dimitrova sono tutti cittadini bulgari che oggi chiedono la restituzione di quei terreni – situati nella zona costiera di Sozopol – che sono stati collettivizzati dopo il 1945 dallo Stato bulgaro, senza che tra l’altro i loro antenati - allora proprietari di quei terreni - ricevessero alcun indennizzo.Articolo 1 del Protocollo n ° 1Violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - Rispetto dei beni)
Violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - Rispetto dei beni)
Sabev v. Bulgaria27887/063Miroslav Sabev è condannato per omicidio e rapina; durante la detenzione nel carcere di Lovech, viene sottoposto ad un regime detentivo particolarmente duro: rinchiuso tutto il giorno nella cella, sotto incessante sorveglianza, non poteva uscirne neanche per andare in bagno: per questo, essendo la sua cella priva di servizi igienici, doveva espletare i suoi bisogni fisiologici all’interno di un secchio. Oltre a queste condizioni inumane, denuncia l’assenza di efficaci rimedi interni per riparare all’insostenibile condizione detentiva, nonché le spese processuali eccessive che ha dovuto sostenere per ottenere un primo risarcimento.Articolo 3
Articolo 6 § 1
Articolo 13
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 13 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo)
Sorokins and Sorokina v. Latvia45476/043Aleksandrs Sorokins e Marija Sorokina sono madre e figlio. Aleksandrs, quarantenne, ha vissuto una vicenda processuale tormentata, che oggi denuncia in C.EDU: una confessione estorta da agenti violenti gli sarebbe valsa una condanna ingiusta per furto, nella cornice di un procedimento penale eccessivamente lungo: 6 anni e 9 mesi.Articolo 3
Articolo 6 § 1
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetti procedurali)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Eremia and Others v. the Republic of Moldova3564/112Mariana Eremia è una donna moldava che subisce violenze dal marito: le aggressioni, verbali e fisiche, avvengono in casa, sotto l’occhio impotente delle figlie, Lilia e Doina. Oggi la madre, insieme alle figlie, accusa le autorità moldave di non averla protetta dal marito, provocando certamente sofferenze a lei e alle figlie, costrette a quel terribile spettacolo domestico; le sue ripetute segnalazioni sarebbero state ignorate, e, quando infine queste sono state esaminate, ha prevalso nell’interpretazione della legge una logica atavica e androcentrica della famiglia, tale per cui quelle violenze non dovessero integrare alcun reato.Articolo 3
Articolo 8
Articolo 14
Resto inammissibile
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - obblighi positivi) (aspetti procedurali)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Rispetto del domicilio; Rispetto della vita privata)
Violazione dell'Articolo 14 + 3 - Divieto di discriminazione (Articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 3 - Divieto della tortura; Obblighi positivi)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Baran v. Poland53315/093Jadwiga Baran è una cittadina polacca che paga a caro prezzo una reazione aggressiva contro un giudice, durante una testimonianza: è punita ad un giorno di detenzione, ma durante quello è sottoposta ad un esame psichiatrico, che gli varrà altri giorni di detenzione, in regime di internamento coatto. Successivamente contesterà questa illegittima detenzione, ottenendo pronunce favorevoli dai giudici polacchi, ma nessun risarcimento. Oggi agisce in C.EDU perché il giudice europeo, accertando la violazione dei suoi diritti, riesca dove il giustizia nazionale ha fallito.Articolo 5Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Procedura prevista dalla legge)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-5 – Compensazione)
Leventoğlu Abdulkadiroğlu v. Turkey7971/073Bahar Leventoğlu Abdulkadiroğlu è una cittadina turca che, sposatasi nel 1996, lamenta subito una discriminazione basata sui sessi: mentre in Turchia gli uomini possono, dopo il matrimonio, utilizzare il proprio cognome, diversamente le donne, che come lei vogliano mantenere il cognome da nubile, si scontrano contro un divieto legislativo sessista e discriminatorio.Articolo 8
Articolo 14
Violazione dell'Articolo 14 + 8 - Divieto di discriminazione (Articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Ripetitive cases
Anđelić and Others v. Serbia57611/10 ed altri 166 ricorsi3Una sentenza riconosceva ai ricorrenti il diritto a ricevere uno stipendio passato, ma tale sentenza non è stata mai eseguita dalle autorità nazionali e ad oggi il datore di lavoro non ha pagato nulla.Articolo 6 § 1
Articolo 1 del Protocollo n ° 1
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedura di esecuzione; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - Rispetto dei beni)
Yaşar Eriş v. Turkey53214/093Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare; Ragionevolezza della custodia cautelare)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-5 - Compensazione)
Casi di eccessiva durata di procedimenti civili
Magyar Cement Kft v. Hungary33795/083Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Akman and Others v. Turkey2267/083Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Akmansoy v. Turkey14787/073Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Kırmaç v. Turkey36233/063Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Taner Gündüz v. Turkey32000/063Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedura di esecuzione; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Tekin v. Turkey26252/063Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 28 Maggio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of - : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

 

About Marco Occhipinti

Sono iscritto al 5° anno della Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Abito nei mesi accademici nel Collegio Sant'Isidoro, mentre negli altri potete trovarmi nella mia città natale, ossia Ragusa.

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