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Sud Sudan: saccheggiato un ospedale di Medici Senza Frontiere

Nonostante l’indipendenza politica, conquistata solo nel 2011, il Sudan è ancora un paese flagellato dalla povertà e dai conflitti interni, peraltro aggravati dalla crisi economica. Sono tantissimi gli abitanti che ogni giorno chiedono assistenza medico-sanitaria nei pochissimi ospedali presenti sul territorio. A Pibor l’ospedale di Medici Senza Frontiere offre aiuto a 100 mila persone. La struttura è stata però attaccata da saccheggiatori e vandali che l’ hanno resa inagibile, fino a quando non saranno compiute opere di riparazione.

I FATTI – Nel 1983 il Nord e il Sud Sudan iniziarono a combattere una cruenta guerra civile, che si placò formalmente solo nel 2005, quando il governo di Khartoum e l’esercito di liberazione del Sudan strinsero degli accordi di pace.
Questa lunga guerra causò due milioni di morti e una situazione sociale drammatica nel Paese. Le condizioni umanitarie dei civili sono tuttora pessime e le cure mediche non sono garantite a tutti: basti pensare che per otto milioni di abitanti è presente un solo ospedale.
sudan-300x225Il 9 Luglio 2011, a seguito di un referendum, venne sancita l’indipendenza del Sud Sudan, il Paese più giovane del mondo. Questo però non è stato sufficiente per fermare il declino del Paese – dove regna la povertà – e il governo è macchiato dalla corruzione.
Ancora oggi i due paesi si competono la ricca regione petrolifera Abyei, che si trova sul confine tra i due territori.
Nel Sud si trovano circa l’80% dei giacimenti di petrolio, ma gli impianti di raffinazione sono nel Nord del Paese. Per questo sono ricominciati gli scontri; la produzione di petrolio nel Sud è stata bloccata, comportando una nuova crisi economica, che ha visto aumentare i prezzi del cibo e dei beni primari. A questo si aggiunge il problema dei militanti islamisti, delle tribù nomadi, delle minoranze etniche. Si stima che tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 abbiano perso la vita oltre 900 persone a causa di questi conflitti.

L’assistenza sanitaria per i civili, e per chiunque ne abbia bisogno, dovrebbe essere la priorità in un territorio dove povertà, fame e guerre regnano sovrane. Medici Senza Frontiere ha costruito un ospedale nella città di Pibor nel 2008 per garantire assistenza medica a tutti, gratuitamente.

FOCUS – Nella contea di Pibor, nel Sud Sudan, l’ospedale di Medici Senza Frontiere fornisce cure mediche a circa 100 mila persone. L’ospedale più vicino si trova a circa 150 km dalla città: troppo lontano per chi è stato colpito da un proiettile ed ha bisogno di medicazioni e assistenza immediata.

Tra l’11 e il 12 Maggio 2013, la struttura ospedaliera è stata però medici_senza_frontiere-300x225presa di mira da saccheggiatori e vandali, che ne hanno reso impossibile l’utilizzo. Sono stati rubati alimenti e farmaci, ma quello che sorprende è stata l’intenzione di distruggere, nel rendere inagibile la struttura, strappando cavi elettrici dai muri, tagliando tende e sparpagliando materiale medico per terra. Non c’è dubbio che questo sia stato un atto mirato per fermare il lavoro del medici.
Ora saranno necessari importanti lavori di riparazione prima che l’ospedale possa accogliere nuovi pazienti. Ci vorranno sei mesi per sistemare i danni provocati, ma il Sud Sudan non può aspettare.
In questo peridio, con l’inizio della stagione delle piogge, la malaria e le malattie respiratorie colpiranno e uccideranno chiunque non abbia accesso a cure mediche adeguate.
Richard Veerman, coordinatore dei progetti di Medici Senza Frontiere nel Sud Sudan, ha richiesto il ripristino immediato dell’accesso all’ assistenza medico- umanitaria, non di certo tra 6 mesi. Le attività a Pibor erano già state sospese una prima volta nel mese di Aprile, a causa di minacce ed intimidazioni rivolte ai medici e assistiti.
Medici Senza Frontiere chiede al governo sud sudanese di intervenire, per garantire il libero accesso alle strutture mediche da parte del personale, ma anche il rispetto delle infrastrutture, che non possono di certo crear danno al Paese bensì potrebbero essere un punto di partenza per ricostruire e far rialzare il Sud Sudan da una grande crisi.

Non c’è motivo per recar danno a queste strutture, indipendenti, totalmente estranee ai conflitti e alle guerre civili combattute sul territorio. Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo; dal 1971 opera con 27 mila operatori tra medici, infermieri, amministratori, tecnici per fornire assistenza medica, basandosi su principi di etica, imparzialità e neutralità.
Quale colpa possono avere queste persone, che dedicano la loro vita per aiutare quella degli altri? Non chiedono nulla in cambio, operano solo per salvare vite umane, che, altrimenti, senza adeguate cure non avrebbero futuro.  Il sabotaggio dell’ospedale di Pibor è stato un atto premeditato, ma da qualcuno che non si rende conto del grave danno che ha arrecato alla popolazione! In un luogo come il Sudan, dove anche un semplice parto può portare alla morte, è indispensabile l’assistenza medica gratuita. L’ospedale di Medici Senza Frontiere è una speranza per gli abitanti sud-sudanesi, ed ora torna ad essere solo un sogno.

About Dora Tucci

Sono una studentessa fuori sede, iscritta al 3° anno di giurisprudenza, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Durante la settimana risiedo nel collegio delle suore Orsoline, ma nel fine settimana rientro a casa, in provincia di Brescia.

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