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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 16/05/2013

Corte Europa dei diritti dell'uomo 6

Qui le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo decise oggi – 16 Maggio 2013. Una giornata dedicata alla realtà ucraina: aldilà di un caso tedesco, risolto senza alcuna violazione, l’Ucraina è stata condannata in 7 casi su 7.

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 16 Maggio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Radu v. Germany20084/072Fredy Radu è un cittadino tedesco condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio. Trascorsi tre anni dalla condanna, è trasferito in un ospedale psichiatrico e vani sono i suoi tentativi di uscirne, dimostrando la propria sanità di mente. Lamenta che il giudice avesse ignorato il parere dello stesso perito da lui nominato, il quale escludeva che il sign.Radu soffrisse di una malattia mentale patologica.Articolo 5 § 1Nessuna violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - Privazione della libertà; Regolare stato di arresto o di detenzione; Procedura prevista dalla legge; Articolo 5-1-a)
Barilo v. Ukraine9607/063Valentina Barilo è una cittadina ucraina che soffre di diabete a altre patologie croniche. Denuncia di aver ricevuto cure mediche inadeguate durante la propria detenzione, in attesa del processo, prima, e dopo la condanna, poi; inoltre, denuncia l’illegittimità della detenzione cautelare a cui è stata sottoposta e l’impossibilità di contestarla davanti ad un giudice.Articolo 3
Articolo 5 § 1 (c)
Articolo 13
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)
Violazione dell'Articolo 13 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo)
Chorniy v. Ukraine35227/063Igor Chorniy, quale imprenditore ucraino, non ha pagato per 3 anni i propri dipendenti, e per questo è stato condannato dalla giustizia nazionale. Oggi lamenta che la comunicazione della sentenza di condanna è avvenuta tardivamente, riducendo a tal punto la forbice temporale tra la conoscenza del provvedimento e la scadenza dei termini di impugnazione contro di esso, da impedirgli di formulare adeguate difese e appellarlo.Articolo 6 § 3 (b)Violazione dell'Articolo 6 6-1 - Diritto ad un processo equo (art. 6-3-b - Preparazione di difesa) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo; Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Garnaga v. Ukraine20390/072Nataliya Garnaga è una cittadina ucraina stabilmente accolta in una famiglia adottiva. Dato il rapporto istauratesi col padre adottivo e il fratellastro, decide di cambiare il proprio patronimico – parte del nome, che indica la discendenza paterna e muta di generazione in generazione – assumendo quello del genitore adottivo, ma si scontra col diniego delle autorità nazionali. Oggi accusa l’Ucraina di ingerirsi indebitamente nella sua sfera privata e personale.Articolo 8 Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Rispetto della vita privata)
Danno non patrimoniale - Accertamento di infrazione da solo sufficiente
Gavula v. Ukraine52652/073Vitaliy Gavula, ucraino, è condannato per rapina a 8 anni e 6 mesi. La condanna giunge nel 2010, dopo 7 anni di detenzione cautelare. Di questo trattenimento contesta l’eccessiva durata, l’illegittimità legale e le precarie condizioni: in particolare, sovraffollamento e inadeguatezza delle cure mediche, di cui pur necessitava dati i suoi problemi renali. Inoltre sarebbe stato maltrattato dagli agenti della struttura detentiva e gli sarebbero stati negati i documenti per formulare il ricorso davanti alla Corte Europea.Articolo 3
Articolo 5 § § 1 e 3 Articolo 6 § 1
Articolo 34
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Nessuna violazione dell’Articolo 34 - Ricorsi individuali (Articolo 34 – ostacolo all'esercizio del diritto di petizione)
Komarova v. Ukraine13371/063Svetlana Komarova, avvocatessa ucraina, è stata condannata nel 2009 per frode e tentata corruzione di un giudice. Lamenta sia l’eccessiva durata della sua detenzione cautelare, sia le precarie condizioni della sua reclusione: avrebbe rischiato di perdere la vista a causa dei problemi di salute – cardiaci e di pressione alta – che le cure inadeguate somministratele in carcere non avevano che aggravato; inoltre avrebbe perso suo figlio in un aborto spontaneo, causato dallo stress a cui era sottoposta; infine avrebbe dovuto condividere la cella con altre detenute fumatrici, in un ambiente decisamente insalubre.Articolo 3
Articolo 5 § 3
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare)
Maksymenko and Gerasymenko v. Ukraine49317/072Volodymyr Gerasymenko, vedova di Mr. Maksymenko, aveva acquistato col marito una proprietà dello stato privatizzata e l’aveva trasformata in un ostello. Ma nel 2006 i giudici ucraini invalidano l’atto di privatizzazione, privandoli dell’ostello senza alcuna compensazione e quando ormai erano trascorsi più di dieci anni dal trasferimento di proprietà. Contro quella decisione si oppone Mr. Maksymenko, continuando il ricorso iniziato dal marito, ormai deceduto.Articolo 6 § 1
Articolo 1 del Protocollo n ° 1
L’eccezione preliminare è unita al merito e respinta (Articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Resto inammissibile
Violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - Privazione della proprietà)
Danno patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicato
Samoylovich v. Ukraine28969/043Nikolay Samoylovich, cittadino ucraino, è condannato per rapina nel 2006. Lamenta una detenzione cautelare illegittima, troppo lunga – si parla di 7 anni – e soprattutto in condizioni insostenibili, dato il sovraffollamento e la scarsa igiene della struttura carceraria; infine, dell’eccessiva durata di questo e di un altro processo penale a suo carico, conclusosi senza alcuna condanna.Articolo 3
Articolo 5 § § 1 (c), e 3
Articolo 6 § 1
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-c - Portare prima all'autorità giudiziaria competente)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-c – Esame dell'autorità giudiziaria competente)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza della custodia cautelare)
Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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