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BAN KI-MOON: Cambio Climatico, Povertà e Sviluppo Sostenibile come cardini del sistema WB-IMF

Il segretario delle Nazioni Unite sottolinea la tragica realtà mondiale che vede ben un milione e duecento persone senza elettricità  e 2.8 miliardi che utilizzano combustibili solidi per cucinare e riscaldare le proprie abitazioni. “L’energia sostenibile per tutti segnerà una nuova era nelle relazioni della UN-World Bank” osserva Ban: insieme abbiamo un potere convocatore senza precedenti.

Venerdì 19 Aprile 2013 Ban Ki-Moon , dopo il meeting a Doha del  4 dicembre 2012 , si riunisce con 42 rappresentanti tra commercio, finanza , governi e società civile con un discorso nuovamente incentrato sulla povertà, sul cambiamento climatico e anche sullo sviluppo sostenibile.

banNel mondo più di un miliardo di persone sono affamate, e il dato purtroppo continua a crescere esponenzialmente ogni anno che passa. Nonostante le difficoltà scaturite dalla crisi finanziaria mondiale, gli aiuti e gli sforzi vanno mantenuti  – sottolinea il segretario delle Nazioni unite – , continuando a garantire i vari impegni assunti in materia di lotta alla povertà mondiale. Ban esprime la sua opinione riguardo al mondo che rappresenta un  vero e proprio “punto di non ritorno” e pressa la World Bank e gli altri partner finanziari perché sollevino il momento tragico per uscire dalla trappola della povertà, dalle ingiustizie di ineguaglianza , supportando il MDGs e l’agenda degli sviluppi sostenibili post-2015.

Per quanto concerne invece il cambiamento climatico, va sottolineato che tale “sta arrivando velocemente, molto più velocemente di quello che si poteva aspettare”. Le attività umane generano infatti emissioni, i gas restano intrappolati nell’atmosfera e alla lunga creano surriscaldamento e modificano il clima.
Dopotutto l’uragano Sandy, il quale colpì la costa orientale degli Stati Uniti e i Caraibi a novembre dell’anno scorso, si è rilevato un vero e proprio segnale d’allarme premonitore.

Focus

“Fornire accesso universale all’elettricità e combustibili per un uso domestico sicuro sono condizioni fondamentali per dare un taglio alla povertà”.  Ciò , come sottolineato dal segretario , va fatto in sintonia e parallelamente alla lotta contro il cambiamento climatico. Dopo l’accordo dei Governi per la mobilizzazione di 100 miliardi all’anno entro il 2020 da parte di fonti sia pubbliche che private, Ban si sente fortemente impegnato a raggiungere questo obiettivo , e conta su tali aiuti, al fine di portare i settori pubblici e privati assieme per oltrepassare le barriere degli investimenti climatici: “I finanziamenti per il clima sono un investimento per il nostro futuro e non devono essere tarpati da questi momenti di austerità”.

Il cambio di clima infatti è “la più grande minaccia di tutti i nostri obiettivi di sviluppo”, sottolinea Ban, e necessita di uno sguardo politico attento e di un’accelerazione del progresso su tutti i livelli:  oggigiorno si parla di sprechi e di organizzarsi per poterli ridurre, ma non ci si rende conto che molte volte si finisce per tenere sotto controllo solo quelli di carattere alimentare . Ogni politica che si tratti di industriale o produttiva di qualsiasi settore, deve focalizzare e considerare che le risorse naturali sono un dato tendente all’esaurimento.

Si riaccende così con il termine “sviluppo sostenibile” una speranza di un cambiamento, una vera e propria svolta dopo innumerevoli annienvironment dominati da interessi negativi come quello per i bio-combustibili, che ha portato tra l’altro un peggioramento dell’approvvigionamento alimentare.                                

Protezione ambientale come la salvaguardia delle risorse naturali, la tutela delle acque potabili, la lotta alla desertificazione, l’eco-agricoltura, ma anche l’occupazione, la partecipazione sociale, sono tutti cardini importanti per un nuovo equilibrio. Serve dunque, osserva Ban Ki-Moon, una nuova prospettiva di intervento, atta a eliminare la mancanza di cibo e la malnutrizione cronica , a migliorare lo stile di vita di molte famiglie.

 

Conclusioni:

Concentrarsi sulla vita degli esseri umani, muoversi al fine di dar loro una speranza di miglioramento, che fermi la tragica sofferenza che ai giorni nostri una persona su sette subisce per la fame  e la mancanza di un tetto sicuro. Yumkella, direttore generale dell’Unido (UN Industrial Development Organization), a proposito sottolinea che “molte delle sfide mondiali più urgenti non possono essere affrontate quando il 20% dell’umanità non ha ancora accesso all’elettricità e quasi il 40% deve affidarsi a fonti sporche per riscaldarsi e farsi da mangiare”.

Soffermarsi su nuove svolte nel campo dell’energia sostenibile è un passo dunque positivo, ma per dar il via a ciò non bastano purtroppo soltanto sforzi finanziari, ma bensì cambiamenti radicali da parte di molte nazioni in termini di corruzione e barbare violazioni di diritti umani. Si pensi all’Africa ad esempio, dove i governi portano avanti da anni interessi speculativi su vasti appezzamenti di aree coltivabili, sottraendo milioni di ettari a persone che li hanno abitati e coltivati per secoli, con fatica e sforzi , per farne monocolture intensive.

Link per approfondire:

http://www.imf.org/External/AM/2011/imfc/statement/eng/un.pdf

http://www.imf.org/external/pubs/ft/survey/so/2013/NEW041813A.htm

About Vanessa Lumini

The genius build the world, the clever turn around, and the stupid think that the world revolves around them .. Laureata e appassionata in Informatica, contabile amministrativa di professione da 5 anni, con la voglia di diffondere le mie passioni in tutte le lingue a me possibili.

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