Home / I diritti nel Mondo / Africa / Mali: l’infanzia spezzata dei minori sfruttati nelle miniere d’oro

Mali: l’infanzia spezzata dei minori sfruttati nelle miniere d’oro

In Mali numerosi sono i casi di minori sfruttati nelle miniere alla ricerca dell’oro. Nonostante il lavoro minorile sia vietato dalla legge, è un fenomeno che non stenta a cessare. I bambini che lavorare in miniera sono costretti a compiere degli sforzi massacranti e ad inalare mercurio, mettendo seriamente a repentaglio la propria salute. Ma pure di fronte all’evidenza, ancora oggi alcuni politici negano l’esistenza di questa triste pratica all’interno del Paese. Il Governo ha avviato solo nel 2012 un progetto per fermare lo sfruttamento minorile nelle miniere e riconoscere ai bambini i loro diritti, in primis quello all’istruzione.

I FATTI – A partire dallo scorso anno lo Stato africano del Mali si trova in una situazione drammatica. Il colpo di stato del 2012 ha infatti segnato l’inizio di una crisi, non solo politica, ma anche sociale nel Paese africano: il nord è stato lavoro minorileoccupato da estremisti islamici; migliaia sono i profughi che tentano di fuggire verso il sud e verso gli stati confinanti; le condizioni igienico- sanitarie sono spaventose: molte associazioni umanitarie sono attive per fornire assistenza ai profughi, una volta superato il confine. La povertà dilaga tra la popolazione, nonostante il Mali sia uno dei maggiori paesi produttori d’oro al mondo (si stima che sia il 3° più grande produttore africano). Il sottosuolo però non nasconde solo oro, ma è ricco anche di gas e petrolio. Per questo motivo il Paese è preso di mira da altri Stati, che vorrebbero avere il controllo di queste risorse. Tra questi, la Francia ha recentemente offerto il proprio aiuto per combattere gli occupanti del Nord. Ma probabilmente quest’offerta di aiuto non è giustificata solamente dal grande cuore del presidente francese Hollande, bensì dal tesoro nascosto nel sottosuolo maliano.

FOCUS – Le diffuse miniere del Mali offrono lavoro a tantissimi operai. E questo sarebbe un ottimo dato, se non fosse che la maggior parte di questi ha tra i 6 e i 17 anni. Ragazzi minorenni, bambini che vengono sfruttati nelle cave per scavare pozzi, trasportare pesanti carichi o per frantumare i minerali. Nelle miniere, per separare l’oro dal minerale si usa spesso il mercurio, sostanza altamente tossica, ancor più nociva se inalata da bambini! Gli effetti si sviluppano con il tempo, non si percepiscono subito, ma moltissimi soffrono già di malattie respiratorie. Lavorando in miniera, i minori sono infatti obbligati a respirare in continuazione questa sostanza, e a ritmi di lavoro inadatti e insostenibili per la loro età.
Human Rights Watch (HRW) ha recentemente denunciato la situazione, interpellando il governo sul perché questo problema non venga affrontato e risolto. HRW ha fornito, inoltre, molte testimonianze e fotografie di ciò che succede nelle miniere; ma anche di fronte alle prove inconfutabili, il presidente della Chambres des Mines ha negato l’esistenza del lavoro minorile in Mali. lavoro minorile mani

Naturalmente, la legislazione prevede già il divieto per i minori di svolgere lavori pericolosi, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze tossiche. Ma purtroppo per le autorità gli interessi economici prevalgono sui diritti fondamentali dei minori sfruttati e ci si preoccupano di più della ricerca dell’ oro che di contrastare il lavoro minorile. I diritti dei bambini sono calpestati in nome dell’ avidità di denaro, abbagliati dal cinico luccichio dell’oro.
Nonostante nel giugno 2011 il governo maliano abbia avviato un programma per porre fine a questa piaga sociale, ancora ci sono bambini malesi a cui viene privato il diritto di vivere serenamente la propria infanzia. Molto spesso sono bambini che hanno meno di 10 anni, obbligati a lavorare magari per procurare il cibo alla propria famiglia. E’ una situazione drammatica, che sicuramente non conquisterà le prime pagine dei giornali o servizi in televisione. Purtroppo per troppe persone il Mali sembra essere un paese fantasma. I bambini sfruttati, senza un nome o un identità, nelle miniere sembrano essere inesistenti per coloro che li sfruttano per arricchire se stessi.  Tutti i bambini dovrebbero avere la possibilità di studiare, di giocare, di sognare … Ma in Mali, le speranze e il futuro di quei minori è perso tra le rocce di una miniera. Purtroppo le Istituzioni del Paese fanno “orecchie da mercante” di fronte al dramma che segna l’intero Paese, e che difficile si ridurrà se  non s’interviene drasticamente per garantire un futuro diverso per questi bambini.

About Dora Tucci

Sono una studentessa fuori sede, iscritta al 3° anno di giurisprudenza, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Durante la settimana risiedo nel collegio delle suore Orsoline, ma nel fine settimana rientro a casa, in provincia di Brescia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top